Comune. Chiusura temporanea del front office del servizio Edilizia privata
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La Sardegna orientale e meridionale provano a rialzarsi dopo la furia degli elementi che, tra il 19 e il 21 gennaio 2026, ha travolto infrastrutture, attività produttive e centri abitati. La risposta delle istituzioni non si è fatta attendere: la Giunta regionale ha formalmente dichiarato lo stato di emergenza per la durata di un anno, sbloccando immediatamente i primi 5,5 milioni di euro per i lavori di somma urgenza e la messa in sicurezza dei territori più colpiti.
Non è che l’inizio di una macchina dei soccorsi complessa. “La Sardegna ha fronteggiato un evento meteorologico di portata eccezionale, con impatti severi sulla vita dei cittadini”, ha commentato l’Assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, sottolineando come la priorità sia ora “garantire interventi immediati a tutela delle persone e del ripristino dei servizi essenziali”. Il sistema della Protezione Civile è già a pieno regime, impegnato in una corsa contro il tempo per liberare le strade dalle frane e censire i danni insieme ai sindaci.
Sul fronte nazionale, la partita si sposta a Roma. La Presidente Alessandra Todde ha già avviato l’iter per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, trovando una sponda immediata nel Governo. Giorgia Meloni, dopo un vertice con i Presidenti delle Regioni e il ministro Musumeci, ha confermato che lunedì si terrà un Consiglio dei Ministri ad hoc. L’obiettivo è stanziare fondi straordinari che, secondo le prime indiscrezioni, potrebbero toccare il miliardo di euro per l’intero Meridione colpito. “Siamo al lavoro per garantire al più presto i ristori ai cittadini e a tutto il mondo produttivo”, ha rassicurato la Presidente Todde, ringraziando l’esecutivo per la celerità dimostrata.
Resta però l’incognita dei tempi, un nodo cruciale per chi ha perso tutto. Se per le opere pubbliche e i ripristini stradali i fondi potrebbero essere operativi in circa tre o quattro settimane, la burocrazia per i ristori ai privati e alle imprese sarà più articolata. “È fondamentale garantire la certezza delle risorse per tutte le fasi dell’emergenza”, ribadisce la Regione, conscia che per i cittadini colpiti potrebbero volerci diversi mesi prima di vedere i rimborsi effettivi sui propri conti correnti.