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Come si chiama il rosmarino in sardo campidanese?
L’eredità dei fenici tra i profumi della macchia mediterranea e l’antico mistero del rosmarino nell’Isola.
La lingua sarda si presenta agli occhi degli studiosi e degli appassionati come un mosaico affascinante e complesso, essendo il sardo lingua ricca di fonemi e profondamente piena di parole di derivazione lontana che testimoniano un passato di scambi e incontri millenari; queste forme lessicali così peculiari si sono formate proprio nell’Isola durante le tante dominazioni che hanno solcato le coste sarde, lasciando un’impronta indelebile nel vocabolario quotidiano dei suoi attuali abitanti. Spesso ci si sofferma ad osservare la natura rigogliosa che caratterizza il paesaggio sardo ponendosi domande curiose sulla tradizione orale, come ad esempio: come si chiama il rosmarino in sardo campidanese?
Esplorare l’etimologia di questa pianta aromatica così presente nella cucina e nella medicina popolare significa fare un tuffo nella storia più profonda e arcaica della Sardegna; sapete come si dice rosmarino in sardo campidanese e soprattutto sapreste spiegare da dove deriva questa parola così particolare che risuona ancora oggi tra i muretti a secco delle campagne del sud? Molte persone ignorano le radici semitiche che si celano dietro certi nomi comuni, infatti non tutti sanno che rosmarino in sardo si dice tzipiri, un appellativo che evoca immediatamente i sentori della terra sarda e che per la sua sonorità così vivace e caratteristica rappresenta un termine che fa sorridere chiunque lo pronunci o lo ascolti per la prima volta.
Eppure, dietro questa apparente leggerezza fonetica si nasconde un legame storico indissolubile con le civiltà che hanno navigato il Mediterraneo in tempi remoti; la ricerca linguistica ci svela infatti che tale vocabolo deriva dall’antico fenicio zibbir, dimostrando concretamente come le antiche rotte dei mercanti provenienti dall’oriente abbiano influenzato persino il modo in cui chiamiamo le erbe selvatiche della nostra terra. Tuttavia, la straordinaria varietà linguistica regionale non si esaurisce mai in un unico termine, poiché la storia ha stratificato diverse influenze linguistiche su tutto il territorio isolano; oltre alla variante fenicia, c’è anche un’altra parola per indicare il rosmarino che riflette invece una chiara matrice latina ed è romasinu.
Questo affascinante dualismo tra tzipiri e romasinu ci racconta la storia di una terra che ha saputo accogliere, conservare e rielaborare i contributi esterni, mantenendo viva la propria identità millenaria attraverso i secoli e trasformando semplici piante in testimoni silenziosi di un patrimonio culturale immenso.