Expo. Successo di pubblico alla sfilata dei costumi dell’Isola. Oggi grande attesa per la Dinamo
I colori dell’identità sarda conquistano l’Expo: due ali di folla hanno accompagnato l’esibizione dei 160 figuranti in costume tradizionale, che hanno sfilato nel primo pomeriggio, insieme a Mamuthones e Issohadores, lungo tutto il Decumano, viale principale dell’Esposizione universale. Pubblico da
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I colori dell’identità sarda conquistano l’Expo: due ali di folla hanno accompagnato l’esibizione dei 160 figuranti in costume tradizionale, che hanno sfilato nel primo pomeriggio, insieme a Mamuthones e Issohadores, lungo tutto il Decumano, viale principale dell’Esposizione universale. Pubblico da record, sotto la pioggia, che ha assistito anche agli altri eventi odierni organizzati dalla Regione in collaborazione con la Federazione delle associazioni degli emigrati sardi in Italia. A partire dal Tenore di Bitti “Mialinu Pira” che ha cantato nello spazio Sardegna preso letteralmente d’assalto, come nei primi due giorni di apertura, da decine di migliaia di visitatori.
Dinamo all’Expo. Oggi uno degli eventi più attesi, la giornata delle eccellenze sarde nello sport: i campioni d’Italia di Basket della Dinamo Sassari affronteranno in un’amichevole pre-season una delle squadre greche più forti, l’Aek Atene, in un parquet allestito per l’occasione all’Expo, nell’ambito del Trofeo ‘SardegnaExpo2015/EndlessIsland’. Fischio d’inizio alle 17. Il match sarà preceduto alle 15 da una conferenza di presentazione al Media Center, con gli interventi dell’assessore Morandi, del presidente della Dinamo Stefano Sardara e dei due coach. Infine l’incontro delle due squadre con tifosi e appassionati all’interno del padiglione Sardegna.
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Sardegna. Le tombe dei giganti sommerse che durante i periodi di secca riemergono. Sapete dove si trovano?

Un paesaggio lunare di pietre millenarie torna alla luce solo nei periodi di siccità. Ecco dove si trova questo paradiso segreto dell'archeologia sarda.
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Le immagini sembrano provenire da una missione sulla Luna: distese di sassi, crepe nel suolo e un silenzio spettrale. Invece, siamo nel cuore della Sardegna, dove un mondo sommerso ha deciso di tornare a respirare. Non è un fenomeno magico, ma l’effetto della siccità che purtroppo ogni estate svuota gli invasi artificiali dell’Isola, trasformando uno scenario catastrofico per l’agricoltura in una straordinaria finestra sulla storia.
Siamo nel bacino artificiale del Lago di Monte Pranu, nato nel 1951 con lo sbarramento del Rio Palmas. Quando l’area fu allagata per garantire lo sviluppo industriale e agricolo del territorio, milioni di metri cubi d’acqua seppellirono per sempre un patrimonio inestimabile: circa sette tombe dei giganti e diversi nuraghi con i relativi villaggi.
Oggi, quella che un tempo era un’imponente riserva idrica è ridotta a poco più di una pozza. Da questo deserto di fango riemergono loro: i testimoni del passato di Tratalias e del Basso Sulcis che, nonostante passino dieci mesi l’anno completamente sommersi, riappaiono oggi quasi perfettamente conservati.
Le immagini catturate dal drone di Giorgio Fenu e Denise Diana hanno rivelato dettagli inediti. Durante un sopralluogo è emerso che il tesoro è più vasto di quanto si pensasse. Grazie alla prospettiva aerea, si è scoperto che le tombe dei giganti in quel punto non sono isolate, ma sono ben tre, posizionate a brevissima distanza l’una dall’altra. Raggiungerle oltretutto non è semplice: bisogna attendere i mesi estivi, quando il livello dell’acqua si abbassa, e proseguire a piedi per circa due chilometri in un paesaggio che sembra non appartenere a questo pianeta.
Il contrasto è forte: per gli agricoltori il lento svuotarsi del lago è una tragedia produttiva; per gli appassionati di archeologia è un’occasione irripetibile. Finché le piogge non torneranno a reclamare questo territorio, lo scrigno di Monte Pranu resterà aperto, offrendo uno sguardo autentico e suggestivo sulla civiltà nuragica che, per decenni, ha vissuto nel silenzio degli abissi.
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