Cagliari. Tari 2015: consegna degli avvisi a domicilio
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Quando nel 1997 decise di entrare nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, qualcuno provò a scoraggiarla: «Dove vai? È un ambiente da uomini». Antonietta Corriga, invece, ci è andata. E ha vinto la scommessa più grande: dimostrare che il coraggio non ha genere.
Oggi, dopo un viaggio professionale e umano lungo 28 anni, partito da Lodi, passato per Sassari e approdato infine a Oristano, Antonietta saluta il servizio operativo lasciando alle sue spalle migliaia di interventi di soccorso e un’eredità che resterà nella storia.
Quando varcò per la prima volta le porte del Comando nel ’97, le donne nel Corpo erano pochissime. Lei diventò subito un simbolo: la prima vigile del fuoco operativa in Sardegna, un’apripista che con determinazione e competenza ha contribuito ad aprire la strada alle colleghe di oggi.
Specialista nel contrasto ai rischi Nucleari, Biologici, Chimici e Radiologici, Antonietta ha svolto un lavoro spesso difficile e delicato, affrontando emergenze in cui la tecnica si intreccia alla capacità di mantenere lucidità e sangue freddo. Un mestiere che per lei è sempre stato qualcosa di più: una missione al servizio della popolazione.
Il 29 novembre, pochi giorni prima della ricorrenza di Santa Barbara, patrona dei Vigili del Fuoco, i colleghi della caserma di via Zara l’hanno salutata con affetto, stima e gratitudine. «Nei Vigili del Fuoco siamo una famiglia», ama ripetere Antonietta. Una famiglia che oggi la abbraccia e la ringrazia per aver dimostrato che la dedizione può spegnere ogni confine, persino quelli dei pregiudizi.