Passi in avanti nella soluzione della vertenza Energit: l’azienda resta a Cagliari
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Siamo abituati a considerare gli uffici pubblici come luoghi di attesa infinita, spesso segnati da un clima di rassegnazione o, nel peggiore dei casi, da un diffuso pressapochismo. Eppure, ogni tanto, la cronaca ci regala storie di segno opposto, dove la dedizione del personale trasforma una pratica burocratica in un’esperienza di civiltà e ottimismo. È quanto accaduto a una cittadina cagliaritana che ha voluto condividere con Vistanet la sua esperienza all’Ufficio di Città 5.
Tutto inizia con un banale rinnovo della carta d’identità. La protagonista si presenta all’appuntamento con i pagamenti già effettuati online, ma con un problema: l’impossibilità di caricare la fototessera sul portale ministeriale a causa di continui errori del sistema. «Ero estenuata dai miliardi di tentativi falliti – racconta la donna – così mi sono recata in ufficio in anticipo, sperando semplicemente in un consiglio».
Ad accoglierla non ha trovato il solito “muro” di gomma, ma una dipendente sorridente che, compreso il problema tecnico legato ai server, ha deciso di non liquidare l’utente con un freddo «torni con le foto stampate». Da quel momento è scattata una vera e propria collaborazione tra colleghe.
Mentre una dipendente avviava le pratiche burocratiche per il rinnovo e la consegna del vecchio documento, le altre si sono prodigate per scaricare il file digitale dal cellulare della donna, gestendo invii e download via mail. Un lavoro di squadra che ha superato gli ostacoli informatici del momento.
Il momento più emblematico della mattinata è stato il “via libera” del sistema. «Quando il software ha finalmente accettato la foto, le tre dipendenti hanno esultato come per un gol dell’Italia ai Mondiali – racconta con emozione la lettrice –. È scattata una risata collettiva. Mi hanno spiegato che per loro lavorare così, aiutandosi a vicenda per supportare l’utente, è la normalità».
La cittadina è uscita dall’ufficio non solo con la pratica conclusa in perfetto orario, ma con una rara “iniezione di ottimismo”. Una testimonianza che invita a riflettere: forse la norma dovrebbe essere davvero questa, ma quando accade, è giusto sottolinearlo per dare merito a chi, dietro una scrivania pubblica, sceglie ogni giorno di metterci il cuore.