Confartigianato: “All’artigianato sardo solo 899 milioni di euro”
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Non più solo lingua del cuore e della memoria, ma strumento accademico di alto livello. L’Università di Cagliari segna una tappa storica nel percorso di valorizzazione dell’identità isolana con la tesi di laurea magistrale di Pasqua Chessa, discussa interamente in lingua sarda presso il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali. Un atto che trasforma l’impegno culturale in un progetto pedagogico d’avanguardia.
Il lavoro di tesi, sviluppato sotto la guida della relatrice Prof.ssa Giulia I. Grosso, si inserisce nei progetti di ricerca PeDESS e PLUREs. Il cuore dell’indagine non è solo teorico, ma estremamente pratico: la dottoressa Chessa ha elaborato strumenti didattici concreti, come un’unità di apprendimento specifica per il sardo, seguendo i rigorosi parametri del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER). Questa ricerca dimostra che le lingue minoritarie possono e devono essere insegnate con i metodi della glottodidattica contemporanea, rendendole moderne, inclusive e scientificamente competitive.
L’obiettivo ambizioso è quello di integrare stabilmente la lingua sarda nei percorsi scolastici ufficiali. Grazie alla collaborazione tra l’Ateneo cagliaritano e il mondo della scuola, si sta delineando una nuova figura di docente: un professionista capace di gestire la complessità linguistica della Sardegna, promuovendo un bilinguismo attivo e consapevole.
La discussione di questa tesi rappresenta un segnale forte per l’intera comunità regionale. Dimostra che il sardo possiede la dignità e la struttura per affrontare temi complessi e metodologie scientifiche, uscendo definitivamente dai confini del folklore per entrare a pieno titolo nei luoghi della formazione d’eccellenza. Congratulazioni alla neo-dottoressa Pasqua Chessa per aver tracciato una nuova rotta per la didattica del futuro.
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