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Tensione a Erbil: drone colpisce l’area della base italiana, militari al sicuro nel bunker.
La terra dell’Iraq torna a tremare sotto il peso delle incursioni aeree, portando la minaccia fin dentro il perimetro della presenza internazionale a Erbil.
Ieri sera, un drone di fabbricazione Shahed ha impattato contro la base che ospita il contingente italiano, innescando ore di massima allerta per la sicurezza dei nostri connazionali impegnati nella regione.
La dinamica dell’incidente, tuttavia, suggerisce una traiettoria parzialmente erratica: secondo le prime ricostruzioni e quanto si apprende dalle fonti ufficiali, l’ordigno potrebbe non essere stato diretto originariamente all’interno della struttura, ma avrebbe perso quota accidentalmente finendo la sua corsa proprio contro un mezzo militare posizionato nell’area. Nonostante l’impatto, il bilancio è fortunatamente rassicurante in quanto non ci sono feriti tra i militari italiani, i quali sono rimasti incolumi grazie alla tempestiva attivazione delle procedure difensive.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha voluto accertarsi personalmente della situazione avendo sentito direttamente il comandante della base, confermando che il personale sta bene e resta attualmente nel bunker per garantire la massima protezione in attesa di una completa stabilizzazione del quadro di sicurezza.
La notizia ha immediatamente attivato i vertici diplomatici e governativi a Roma, dove il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso la propria ferma condanna per l’episodio attraverso una nota ufficiale. Il titolare della Farnesina ha riferito di aver appena parlato con l’ambasciatore d’Italia in Iraq per monitorare l’evoluzione della vicenda, ribadendo che per fortuna i nostri militari sono tutti al sicuro.
Nel manifestare la propria vicinanza agli uomini e alle donne in divisa, Tajani ha voluto esprimere loro profonda solidarietà e gratitudine per il quotidiano servizio alla Patria svolto in un contesto operativo così complesso e delicato. Al momento, la situazione resta sotto stretto monitoraggio, mentre il contingente continua a osservare le rigorose misure di protezione previste dai protocolli internazionali per scongiurare ulteriori rischi derivanti da nuove possibili incursioni nell’area di Erbil.