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Orrore a Molentargius, l’aguzzino dei cagnolini incastrato dalle video-trappole.
L’indagine condotta con estrema meticolosità dagli investigatori della Forestale insieme al pubblico ministero ha portato alla luce un quadro di violenza inaudita, trasformando quello che doveva essere un ordinario controllo ambientale in una drammatica testimonianza di crudeltà gratuita; inizialmente le video-trappole erano state nascoste con cura tra la vegetazione per riuscire a scoprire chi stesse disseminando di discariche abusive il prezioso ecosistema del parco di Molentargius, tuttavia nessuno degli inquirenti poteva immaginare che una di queste microcamere avrebbe ripreso delle scene raccapriccianti capaci di scuotere profondamente l’opinione pubblica.
Le immagini immortalate dai dispositivi elettronici mostrano infatti due cagnolini barbaramente seviziati e con ogni probabilità uccisi da un uomo che ora la Procura sembra essere riuscita finalmente a identificare, facendo scattare immediatamente nei suoi confronti l’accusa formale per maltrattamenti di animali; la sequenza dei fatti ricostruita attraverso i filmati descrive un agire spietato, dove il primo povero animale viene mostrato mentre è legato per il collo e scaraventato con violenza da una parte all’altra, per poi essere colpito con un grosso sasso quando era ancora agonizzante al suolo.
Il destino del secondo cucciolo appare altrettanto atroce, essendo stato ripreso nel momento in cui veniva impiccato a una trave e lasciato lì senza alcun brivido di pietà; sebbene i filmati non mostrino in modo inequivocabile l’istante preciso in cui le bestiole abbiano esalato l’ultimo respiro, i riscontri oggettivi effettuati sul campo non lasciano presagire nulla di buono, poiché nella zona circostante, secondo quanto riscontrato dagli investigatori durante i sopralluoghi, sarebbero stati trovati anche altri cani morti. Questo scenario di morte e orrore ha spinto le autorità a velocizzare le procedure di indagine per assicurare il responsabile alla giustizia, evidenziando come l’attività di monitoraggio territoriale possa svelare crimini sommersi che vanno ben oltre l’abbandono dei rifiuti, confermando la necessità di una vigilanza costante per proteggere le creature più indifese da simili atti di efferata ferocia.