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Oggi Sinnai celebra un traguardo straordinario: i 102 anni di Vincenzo Piccioni, un suo concittadino che ha attraversato un intero secolo di storia italiana, tra guerra, sacrifici, lavoro e amore per la famiglia.
Nato il 25 febbraio 1924, è conosciuto e amato da tutta Sinnai e la sua storia personale si intreccia profondamente con quella del paese, di cui rappresenta una memoria viva. Nel 1940, a Carbonia, conseguì la licenza elementare superiore, un risultato importante per l’epoca. Fu chiamato alle armi il 23 aprile 1943 al deposito del 45° Reggimento Fanteria di Iglesias e, come risulta dal suo foglio matricolare, partecipò dal 10 luglio 1943 all’8 settembre 1943 alle operazioni di guerra svoltesi in Sardegna con il deposito 45° Fanteria e 178° Legione CC.NN. mobilitate.
Dall’8 settembre 1943 al 18 settembre 1943 prese parte alla guerra di liberazione in Sardegna con il 176° Legione CC.NN. mobilitate. Dal 19 settembre 1943 al 22 dicembre 1943 fece parte della 178° Legione CC.NN. Fu richiamato il 5 febbraio 1945 e inviato al 7° Battaglione Servizi a Livorno, partecipando dal 5 febbraio 1945 all’8 maggio 1945 alla guerra di liberazione nella Penisola con il 7° Battaglione Servizi Q.M. mobilitato; il 12 dicembre 1945 passò al 2° Battaglione S.M. 24 Campi Collegamenti a Livorno.
Durante il conflitto visse momenti drammatici non solo nella Penisola ma anche in Sardegna, fu trasferito prima a Napoli e poi a Livorno dove assistette ai bombardamenti che segnarono profondamente la città e chi li visse; nel 1946 fu congedato dal Comando Reparti Polizia Militare. Nel 1947, a Nugola nel comune di Collesalvetti, conseguì la patente, simbolo di un’Italia che cercava di rialzarsi. Rientrato in Sardegna nel 1951, per circa nove anni alternò il lavoro di casaro tra Nurallao, Gesico, Laconi e Decimoputzu ai cantieri edili a Cagliari e dintorni.
Verso il 1960 aprì un locale per la vendita di latte e derivati, bibite e gelati; nel 1962 sposò Severina Escana, compagna di una vita, e insieme ampliarono l’attività ottenendo la licenza per superalcolici, pizzeria e ristorazione. Nel 1974 iniziò ufficialmente l’avventura della storica Pizzeria Da Cenzino, diventata un punto di riferimento per generazioni di sinnaesi.
La moglie lo ha sempre affiancato e ancora oggi si aiutano a vicenda con la stessa complicità di un tempo. È stato anche presidente de “Su Ponti”, squadra protagonista del torneo estivo di Sinnai, contribuendo con entusiasmo alla vita sportiva e sociale del paese. Nel 1991 affidò il locale in gestione e si dedicò all’agricoltura e al giardinaggio. Fu insegnante in un corso di giardinaggio per i ragazzi delle scuole medie di via Caravaggio, trasmettendo passione e competenze ai più giovani, e fa parte del comitato reduci di guerra mantenendo viva la memoria storica.
Nei giorni scorsi Vincenzo Piccioni è stato protagonista di un momento particolarmente emozionante con la sua presenza alla presentazione del libro di Stefano Cogoni “La guerra negli occhi dei sardi”, un’opera che dà voce alla memoria della Sardegna durante il secondo conflitto mondiale. Cogoni lo ha voluto coinvolgere nel suo ultimo progetto, la presentazione del volume, riconoscendo in lui una testimonianza diretta e preziosa di quegli anni. Cogoni, vicepresidente dell’associazione Amici dei Fortini, è da anni impegnato insieme ad altri soci e volontari nel recupero e nella valorizzazione dei beni storici della Seconda guerra mondiale in Sardegna, un lavoro portato avanti con passione e tenacia.
Grazie alla sua disponibilità, Vincenzo ha potuto raccontare in prima persona i ricordi del periodo bellico contribuendo alla realizzazione del libro; sabato 21 è riuscito a partecipare alla presentazione e, appena entrato in sala, il pubblico si è alzato in piedi per applaudirlo in un momento intenso e carico di emozione. Come ha dichiarato lo stesso Cogoni, lo ringrazia insieme a tutta la sua famiglia per avergli permesso di raccogliere e trascrivere i suoi ricordi nel libro e sottolinea come abbia fatto di tutto per essere presente alla serata nonostante l’età.
Centodue anni non sono solo un numero ma rappresentano guerra vissuta in prima persona, sacrifici, lavoro instancabile, una famiglia numerosa composta da cinque figlie e un figlio, sedici nipoti e un pronipote, e un paese intero che oggi lo abbraccia e festeggia non soltanto un compleanno ma un uomo che ha attraversato la storia con dignità diventando simbolo di memoria, impegno e amore per la propria comunità.
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