Sabatini Vs l’ex Presidente della Ras su vertenza entrate: “le favole di Cappellacci”
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Una catena arrugginita troppo corta per permettere anche solo un passo, il respiro affannoso di chi non mangia da giorni e il degrado di un giardino trasformato in una prigione a cielo aperto. È lo scenario desolante scoperto dai Carabinieri della Stazione di Ossi durante un normale servizio di pattugliamento del territorio nella mattinata di venerdì 27 marzo.
Mentre transitavano nei pressi di un’abitazione privata, l’attenzione dei militari è stata attirata da un cane visibilmente sofferente. Quello che sembrava un controllo di routine si è trasformato in un intervento di salvataggio d’urgenza. L’animale è apparso subito in condizioni igienico-sanitarie disperate: scheletrico, apatico e costretto a vivere tra i propri escrementi.
Dall’ispezione dell’area è emerso un quadro di crudeltà e incuria: nelle ciotole non c’era traccia né di cibo né di acqua, l’animale era legato a una catena corta e ossidata che gli impediva quasi ogni movimento, non era presente alcuna cuccia o struttura idonea a proteggerlo dalle intemperie. I Carabinieri hanno immediatamente proceduto al suo sequestro e al deferimento in stato di libertà del proprietario, che dovrà ora rispondere davanti alla magistratura del reato di maltrattamento di animali.
Ma la notizia più bella riguarda il futuro del cane che in realtà è una cagnolina. Ribattezzata simbolicamente Fiamma, è stata trasferita presso il canile convenzionato della zona. Qui, il personale veterinario l’ha sottoposta alle prime cure, alla microchippatura e alla necessaria profilassi sanitaria. Dopo anni di silenzi e sofferenze, Fiamma ha finalmente ricevuto una cuccia calda, pasti regolari e, per la prima volta, la carezza di chi non vuole più farle del male.