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Il fischietto si è fermato per sempre, nel silenzio più assordante. Assemini e l’intero mondo del calcio amatoriale sardo sono sotto shock per la scomparsa improvvisa di Gianluca Deiana, arbitro della UISP Cagliari e corriere di 54 anni, stroncato da un infarto fulminante all’interno della sua abitazione.
Originario di Loceri, Deiana non era solo un direttore di gara; era una figura carismatica, capace di trasformare anche la partita più agonistica in un momento di sportività grazie a una battuta o a un sorriso. Lascia un figlio di 15 anni, Giovanni, e una scia di incredulità tra i colleghi e gli atleti che solo domenica scorsa lo avevano visto correre sul campo di Villacidro. La notizia ha fatto immediatamente il giro dei campi, sollevando un’ondata di commozione che ha travolto i vertici dell’associazione sportiva.
Pietro Casu, coordinatore della SDA Calcio UISP Cagliari, ha affidato ai social il suo dolore: “Ditemi che non è vero, che è solo uno scherzo di pessimo gusto. Gianluca sapeva sdrammatizzare come pochi, amava la UISP con una passione contagiosa”. Parole a cui fanno eco quelle di Giovanni Orrù, responsabile del settore tecnico arbitrale: “La vita ci mette alla prova, ma notizie come queste ti tolgono il respiro. Ci lascia una persona splendida”. Anche Giovanni Loddo, della UISP calcio regionale, si è unito al cordoglio con un semplice ma straziante: “Ci mancherai tanto”.
Ironia della sorte, Gianluca era stato impegnato fino a poche ore prima del decesso nella direzione della gara tra Nino Disario e Real Cocciula a Villacidro. Quella che doveva essere una normale domenica di sport si è trasformata nell’ultimo atto di una carriera arbitrale vissuta con dedizione e allegria.
Conosciuto per il suo carattere solare e la sua “ironia leggendaria”, Deiana era l’arbitro che tutti i capitani avrebbero voluto incontrare a metà campo: severo quando necessario, ma sempre pronto a una pacca sulla spalla per spegnere le proteste.
Oggi il mondo del calcio amatoriale sardo osserva un momento di silenzio, stringendosi in un abbraccio ideale al giovane figlio e alla famiglia di Gianluca. La sua scomparsa priva il movimento UISP di un pezzo di storia, di un “cuore d’oro” che, fuori e dentro il rettangolo di gioco, ha saputo insegnare a tutti che il calcio, in fondo, è bellezza e compagnia.