Bari Sardo. La piccola Ginevra nasce in ambulanza durante la corsa all’ospedale di Lanusei
canale WhatsApp

C’è un’attesa elettrica che attraversa le strade della città in questa domenica 15 febbraio. Non è una domenica qualunque per il Carnevale cagliaritano: oggi scocca l’ora del “gran ritorno”. Dopo un digiuno durato ben due decenni, i carri allegorici tornano finalmente a solcare l’asfalto del capoluogo, segnando il momento clou di un’edizione che profuma di rinascita.
Il cuore pulsante della festa si sposta dai quartieri storici verso la periferia storica. Il raduno è fissato per le 17:30 in via San Paolo, punto di partenza di un lungo serpentone colorato che attraverserà le vie di Is Mirrionis, San Michele e Sant’Avendrace.
Saranno cinque i carri allegorici a sfilare, scortati da centinaia di figuranti in maschera. Un dispiegamento di forze reso possibile dalla sinergia di cinque gruppi organizzatori che hanno lavorato mesi dietro le quinte: Viking Group, Villaggio Pescatori, Il Crogiuolo, Vespa Club Cagliari, Tra Parola e Musica. Ad arricchire il corteo ci saranno anche i soci della Fiab, che daranno un tocco ecologico alla sfilata pedalando in maschera in sella alle loro biciclette.
Se oggi è la giornata della nostalgia e dello spettacolo visivo dei carri, il programma del Carnevale 2026 non esaurisce qui la sua carica:
Martedì Grasso (17 febbraio): La tradizione torna in centro. Alle 17:00 si parte da Piazza del Carmine per un tour che toccherà Piazza Yenne, via Manno, viale Regina Margherita e via Roma, prima di rientrare alla base.
Domenica 22 febbraio: Il gran finale a Giorgino. La mattina (10:30) spazio alla spettacolare 18ª Vespiglia in via Azuni – la corsa alla stella su due ruote ormai consacrata dalla Fondazione Sa Sartiglia. La sera, dalle 18:00, l’addio definitivo con la Pentolaccia e il suggestivo rogo di Cancioffali al Villaggio Pescatori.
“Vedere i carri di nuovo in strada dopo vent’anni è l’emozione più grande per chi ama questa città,” commentano gli organizzatori. Oggi l’invito è uno solo: scendere in strada a Is Mirrionis per salutare il ritorno della cartapesta e dei suoni della festa che Cagliari aveva dimenticato.