Irbono. Totu brontu pro sa manifestassione “Pani, ollu e culurgiones 2014”.
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Oggi è un rifugio per pesci, una meta affascinante per i sub e uno dei relitti più suggestivi del Mediterraneo. Ma il KT12, che giace nei fondali davanti alla costa di Orosei, un tempo era una nave da guerra tedesca impegnata in una missione militare durante la Seconda guerra mondiale. Il suo viaggio, però, si interruppe tragicamente prima di raggiungere la destinazione.
Il relitto si trova a circa 34 metri di profondità e sorprende chi lo osserva per la prima volta. La nave è adagiata sul fondale in una posizione quasi naturale, come se stesse ancora navigando nel blu. A rendere la scena ancora più suggestiva è il cannone di poppa, rimasto puntato verso l’alto, immobile, come se fosse ancora pronto a difendersi da un attacco proveniente dal cielo.
Ma il pericolo che segnò il destino del KT12 non arrivò dall’alto, bensì dalle profondità del mare.
Era il 10 giugno 1943 quando la nave, partita da Livorno e diretta verso il Nordafrica con a bordo una trentina di uomini e un ingente carico di carburante, venne intercettata dal sommergibile britannico Safari, uno dei più temuti nel Mediterraneo durante il conflitto.
Un siluro colpì l’imbarcazione, spezzandola in due. La prua affondò immediatamente, mentre la parte restante rimase a galla ancora per una quarantina di minuti prima di scomparire sott’acqua. Il carburante prese fuoco e si riversò sulla superficie del mare, trasformando l’area in un inferno di fiamme.
Alcuni membri dell’equipaggio morirono subito nell’esplosione. Altri riuscirono a raggiungere la costa, dove furono soccorsi dagli abitanti di Orosei. Molti arrivarono a riva con ustioni gravissime. Nei giorni successivi il mare continuò a restituire i corpi delle vittime, lasciando un segno profondo nella memoria della comunità locale.
Oggi il relitto del KT12 è immerso in un silenzio quasi irreale. Pesci e alghe hanno colonizzato la struttura della nave, trasformandola in un piccolo ecosistema marino. Per chi si immerge in quelle acque non è soltanto un sito subacqueo spettacolare: è anche un viaggio nella storia.
Sotto 34 metri d’acqua, lontano dai rumori della superficie, la nave continua a raccontare una pagina drammatica del Novecento e a ricordare come anche il mare della Sardegna sia stato teatro della Seconda guerra mondiale.
Per le foto e le informazioni si ringraziano gli amici di Sardegna Abbandonata, che con passione e grande competenza svolgono un prezioso lavoro di ricerca e divulgazione sulla storia, i luoghi dimenticati e la memoria dell’isola. Un progetto che invitiamo a conoscere e seguire visitando il loro sito e le loro pagine, ricche di racconti, immagini e testimonianze sulla Sardegna nascosta.