Lerede ufficializza la nuova ripartizione delle deleghe
Annuncio della nuova giunta comunale. Il sindaco di Tortolì Domenico Lerede ritira le dimissioni ed esorta il consiglio all’unità. “Vado avanti per il bene di Tortolì, perché voglio bene a questa cittadina fatta da tortoliesi che meritano di esserlo. Ritiro
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Lerede e Stochino
Annuncio della nuova giunta comunale. Il sindaco di Tortolì Domenico Lerede ritira le dimissioni ed esorta il consiglio all’unità.
“Vado avanti per il bene di Tortolì, perché voglio bene a questa cittadina fatta da tortoliesi che meritano di esserlo. Ritiro le mie dimissioni per il senso civico che sento, per la responsabilità che nutro nei confronti di chi mi ha votato e per il rispetto di quest’assemblea. Sono conscio che con buona probabilità, mi mancheranno i numeri, ma i numeri sono ciò che cercherò nel senso di onestà di chi mi ha accompagnato in questa esperienza. Sarà responsabilità di ogni consigliere tenere fede agli impegni presi”.
Questa la nuova giunta comunale annunciata dal primo cittadino: Domenico Lerede è sindaco e assessore alla Pubblica Istruzione, Trasporti, Turismo e spettacolo, Lavoro, Urbanistica, Edilizia Privata, Beni Demaniali, Parchi e Informatizzazione, Ambiente, Verde Pubblico, Vigilanza, Traffico,Bilancio, Programmazione, Affari Generali, Patrimonio e Personale Sport e Comitati, Pubblica Istruzione, trasporti, Turismo e spettacolo, Lavoro, Urbanistica, Edilizia Privata, Beni Demaniali, Parchi e Informatizzazione, Ambiente, Verde Pubblico, Vigilanza, Traffico,Bilancio, Programmazione, Affari Generali, Patrimonio e Personale Sport e Comitati.
Rita La Tosa è vicesindaco con delega alle Attività Produttive e alle Politiche Giovanili.
Severina Mascia è assessore alla Cultura, Servizi Sociali, Volontariato, Affari Legali e Contenzioso.
Paolo Stochino è assessore ai Lavori pubblici, Opere Pubbliche, Servizi Tecnologici, Beni archeologici, Protezione Civile.
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Nel cuore della Toscana la memoria dell’emigrazione dei pastori sardi

Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità.
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Nel cuore della Toscana prende forma un racconto di lavoro, identità e legalità: è quello dei pastori sardi emigrati nel Centro Italia nella seconda metà del Novecento, oggi al centro del progetto E.S.C.I. – Emigrazione Sarda nel Centro Italia, presentato alla Tenuta di Suvignano a Monteroni d’Arbia (Siena).
Con il completamento dello Spazio della Narrazione, allestito nella Sala della Legalità della Tenuta – il più grande bene confiscato alla mafia in Italia – il progetto entra a pieno regime. Un luogo simbolico, messo a disposizione dalla Regione Toscana al Circolo Sardo Peppino Mereu di Siena, capofila dell’iniziativa.
All’evento conclusivo ha partecipato l’assessora regionale Desirè Manca, che ha sottolineato il valore del progetto come esempio virtuoso di connessione tra istituzioni, comunità di emigrati e mondo del lavoro, nel segno della legalità, dell’inclusione e della valorizzazione delle identità.
Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità. «Non un museo, ma una narrazione», come ha spiegato il coordinatore Elio Turis, costruita attraverso percorsi multimediali, immersivi e sensoriali, dentro e fuori le Sale della Legalità, fino al Giardino Sardegna.
Presentati anche il volume Emigrazione Sarda nel Centro Italia, l’e-book, materiali divulgativi e installazioni digitali. Uno spazio vivo, aperto anche alle scuole, che custodisce e restituisce la memoria dell’emigrazione sarda come patrimonio condiviso.
Le visite sono prenotabili scrivendo a [email protected]
. Tutte le informazioni su www.emigrazionesardacentroitalia.it
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