Accadde oggi. Un anno fa il mondo dello sport perdeva la sua stella: Maradona
"E' morto il calcio" hanno titolato i giornali di tutto il mondo. Un solo anno ci separa dalla scomparsa di una vera e propria leggenda
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Esattamente un anno fa moriva una delle stelle incontrastate del firmamento calcistico mondiale, Diego Armando Maradona.
“El pibe de oro” morì a Tigre ( vicino a Buenos Aires), poche settimane dopo aver festeggiato il suo 60esimo compleanno.
“Se muriò el futbol”, “E’ morto il calcio” scrisse ‘El Clarin’, il giornale argentino primo a diffondere la notizia della scomparsa della leggenda calcistica.
Da mesi lottava contro delle condizioni di salute davvero precarie. Ad essergli fatale un edema polmonare acuto seguito poi da un’insufficienza cardiaca. Sulla sua morte, comunque, si indaga ancora.
Il Napoli, di cui fu glorioso capitano, dopo la morte decise di intitolargli lo stadio.
Il mondo intero oggi ricorda la sua immensa carriera e la sua vita, unica e inimitabile.
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Governo, Daniela Santanchè rassegna le dimissioni dal Ministero del Turismo

L’esponente di Fratelli d’Italia lascia l’incarico su richiesta della premier Meloni: rivendicato il lavoro svolto e la correttezza della propria posizione giudiziaria.
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Svolta nel Governo: Daniela Santanchè lascia il Ministero del Turismo. La decisione è stata ufficializzata attraverso una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella quale l’esponente di Fratelli d’Italia rassegna le proprie dimissioni seguendo l’auspicio espresso dalla stessa premier.
Nella missiva, Santanchè rivendica il lavoro svolto durante il suo mandato, dichiarando di aver operato al meglio delle proprie possibilità e senza alcuna controindicazione tecnica. L’ormai ex ministra pone l’accento sulla propria posizione giudiziaria, sottolineando come il suo certificato penale risulti attualmente immacolato e precisando che, per quanto riguarda l’inchiesta sulla cassa integrazione, non sia stato ancora disposto alcun rinvio a giudizio.
Il testo della lettera rivela anche i retroscena dei giorni precedenti e le iniziali resistenze al passo indietro. Santanchè ammette di aver manifestato in un primo momento una certa indisponibilità alle dimissioni immediate, mossa dalla volontà di non essere trasformata in un capro espiatorio per l’esito del recente referendum. Secondo la sua analisi, la sconfitta elettorale non sarebbe a lei imputabile, citando a supporto i risultati ottenuti in Lombardia e nel proprio municipio di riferimento.
Un altro punto toccato riguarda la necessità di distinguere la propria situazione da quella del sottosegretario Delmastro. Nonostante le perplessità iniziali e un senso di amarezza per la conclusione dell’esperienza di governo, Santanchè scrive di voler assecondare la richiesta della premier, ponendo l’amicizia personale e il futuro del movimento politico davanti alla propria carica. Nella conclusione, l’ex ministra afferma di essere abituata a farsi carico delle proprie responsabilità e talvolta anche di quelle altrui.
Dopo l’ufficializzazione dell’atto, Daniela Santanchè ha lasciato la sede del ministero nel primo pomeriggio e non vi farà ritorno nella serata odierna.
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