Sgarbi alla Magistratura: “Verificate regolarità licenza elementare e media di Di Maio”
Clamorosa provocazione, tra il serio e il faceto, da parte di Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte e ora candidato alle prossime elezioni politiche con il suo movimento “Rivoluzione”, nei confronti del capo politico del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio.
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Clamorosa provocazione, tra il serio e il faceto, da parte di Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte e ora candidato alle prossime elezioni politiche con il suo movimento “Rivoluzione”, nei confronti del capo politico del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio.
Sgarbi ha infatti dato mandato al suo legale Giampaolo Cicconi di presentare un esposto alla magistratura campana per verificare se i titoli di studio di Luigi Di Maio siano stati conseguiti regolarmente.
«In particolare – spiega Sgarbi che è candidato contro di Maio nel collegio uninominale di Acerra-Pomigliano d’Arco per la Camera dei deputati – intendo verificare se Di Maio abbia realmente svolto le scuole elementari e conseguito il diploma di scuola media. Numerosi e concordanti elementi, ormai di dominio pubblico, relativi alle sue lacune su argomenti di storia e geografia che fanno parte del bagaglio di conoscenze di uno studente di scuola media, nonché la sua oramai conclamata incapacità di coniugare i verbi e di confondere i congiuntivi con i condizionali, possono, a evidenza, far ritenere che egli abbia potuto ottenere i titoli della scuola dell’obbligo in maniera fraudolenta. La magistratura non avrà difficoltà ad accertare questa mia ipotesi, augurandomi che si possa procedere, preliminarmente, con una sorta di “incidente probatorio” sottoponendo Di Maio a un esame pubblico».
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Governo, Daniela Santanchè rassegna le dimissioni dal Ministero del Turismo

L’esponente di Fratelli d’Italia lascia l’incarico su richiesta della premier Meloni: rivendicato il lavoro svolto e la correttezza della propria posizione giudiziaria.
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Svolta nel Governo: Daniela Santanchè lascia il Ministero del Turismo. La decisione è stata ufficializzata attraverso una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella quale l’esponente di Fratelli d’Italia rassegna le proprie dimissioni seguendo l’auspicio espresso dalla stessa premier.
Nella missiva, Santanchè rivendica il lavoro svolto durante il suo mandato, dichiarando di aver operato al meglio delle proprie possibilità e senza alcuna controindicazione tecnica. L’ormai ex ministra pone l’accento sulla propria posizione giudiziaria, sottolineando come il suo certificato penale risulti attualmente immacolato e precisando che, per quanto riguarda l’inchiesta sulla cassa integrazione, non sia stato ancora disposto alcun rinvio a giudizio.
Il testo della lettera rivela anche i retroscena dei giorni precedenti e le iniziali resistenze al passo indietro. Santanchè ammette di aver manifestato in un primo momento una certa indisponibilità alle dimissioni immediate, mossa dalla volontà di non essere trasformata in un capro espiatorio per l’esito del recente referendum. Secondo la sua analisi, la sconfitta elettorale non sarebbe a lei imputabile, citando a supporto i risultati ottenuti in Lombardia e nel proprio municipio di riferimento.
Un altro punto toccato riguarda la necessità di distinguere la propria situazione da quella del sottosegretario Delmastro. Nonostante le perplessità iniziali e un senso di amarezza per la conclusione dell’esperienza di governo, Santanchè scrive di voler assecondare la richiesta della premier, ponendo l’amicizia personale e il futuro del movimento politico davanti alla propria carica. Nella conclusione, l’ex ministra afferma di essere abituata a farsi carico delle proprie responsabilità e talvolta anche di quelle altrui.
Dopo l’ufficializzazione dell’atto, Daniela Santanchè ha lasciato la sede del ministero nel primo pomeriggio e non vi farà ritorno nella serata odierna.
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