Omicidio di Gairo. Le parole del vescovo: “Non rassegnatevi al male”
In seguito all’omicidio di Simone Piras, ucciso a Gairo, il Vescovo ha fatto pervenire alla comunità, tramite il parroco don Tito Pilia un messaggio che pubblichiamo integralmente. “Caro don Tito Pilia e cari parrocchiani, sono addolorato con lei e con tutta
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In seguito all’omicidio di Simone Piras, ucciso a Gairo, il Vescovo ha fatto pervenire alla comunità, tramite il parroco don Tito Pilia un messaggio che pubblichiamo integralmente.
“Caro don Tito Pilia e cari parrocchiani, sono addolorato con lei e con tutta la comunità di fronte a questo ennesimo omicidio che colpisce una famiglia e l’intera parrocchia. E sono certo che con noi lo sono tutte le persone di buona volontà.
La tristezza per quanto accaduto mi fa abbracciare prima di tutto Valentina e i figli Antonio, Angelo e Leonardo. Simone mancherà prima di tutto a loro, presenza che nessuno potrà più sostituire come marito e come padre. Dio lo accolga e lo custodisca per sempre nel suo amore, confortando la sua famiglia e tutti i familiari con parole di vita che noi a fatica riusciamo a pronunciare. Chi ha colpito Simone in maniera così spietata né risponderà a Dio, perché la vita ha un valore così grande che nessuna giustificazione è consentita per chi osa sopprimerla con questa violenza.
Prego per chi in modo nascosto e crudele ha assassinato la vita di Simone. Se credente, chieda in ginocchio la Misericordia di Dio, così come – di fronte alla giustizia umana – potrà ricostruire la sua vita solo riconoscendo il delitto commesso. Con voi prego anche per questa comunità, provata ancora una volta dall’odio. Non rassegnatevi al male. Non accettate che sia la violenza a distruggere le famiglie e ad alimentare contrapposizioni e brutalità. Lottiamo perché chi nasce e vive a Gairo abbia esempi illuminati di vita e di fede. E diciamo insieme basta a questi omicidi, che stanno stravolgendo un paese e che ne stanno compromettendo immagine e futuro. Alla vigilia del Natale, mentre la nascita di Gesù ci ricorda lo spettacolo della vita, tutti noi soffriamo terribilmente per queste terribili dimostrazioni di morte. Che Dio ci dia forza e speranza, per non rimanere schiavi del male. Vi benedico tutti, con grande affetto”.
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Governo, Daniela Santanchè rassegna le dimissioni dal Ministero del Turismo

L’esponente di Fratelli d’Italia lascia l’incarico su richiesta della premier Meloni: rivendicato il lavoro svolto e la correttezza della propria posizione giudiziaria.
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Svolta nel Governo: Daniela Santanchè lascia il Ministero del Turismo. La decisione è stata ufficializzata attraverso una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella quale l’esponente di Fratelli d’Italia rassegna le proprie dimissioni seguendo l’auspicio espresso dalla stessa premier.
Nella missiva, Santanchè rivendica il lavoro svolto durante il suo mandato, dichiarando di aver operato al meglio delle proprie possibilità e senza alcuna controindicazione tecnica. L’ormai ex ministra pone l’accento sulla propria posizione giudiziaria, sottolineando come il suo certificato penale risulti attualmente immacolato e precisando che, per quanto riguarda l’inchiesta sulla cassa integrazione, non sia stato ancora disposto alcun rinvio a giudizio.
Il testo della lettera rivela anche i retroscena dei giorni precedenti e le iniziali resistenze al passo indietro. Santanchè ammette di aver manifestato in un primo momento una certa indisponibilità alle dimissioni immediate, mossa dalla volontà di non essere trasformata in un capro espiatorio per l’esito del recente referendum. Secondo la sua analisi, la sconfitta elettorale non sarebbe a lei imputabile, citando a supporto i risultati ottenuti in Lombardia e nel proprio municipio di riferimento.
Un altro punto toccato riguarda la necessità di distinguere la propria situazione da quella del sottosegretario Delmastro. Nonostante le perplessità iniziali e un senso di amarezza per la conclusione dell’esperienza di governo, Santanchè scrive di voler assecondare la richiesta della premier, ponendo l’amicizia personale e il futuro del movimento politico davanti alla propria carica. Nella conclusione, l’ex ministra afferma di essere abituata a farsi carico delle proprie responsabilità e talvolta anche di quelle altrui.
Dopo l’ufficializzazione dell’atto, Daniela Santanchè ha lasciato la sede del ministero nel primo pomeriggio e non vi farà ritorno nella serata odierna.
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