Site icon cagliari.vistanet.it

Sant’Efisio, il rito della benedizione di Pasquetta ai buoi del cocchio: inizia il conto alla rovescia per la 370ª edizione

benedizione buoi sant'efisio

Scatto del fotografo Davide Loi

La marcia verso il 1° maggio accelera il passo. In una cornice di profonda devozione e partecipazione, la città di Cagliari ha celebrato il tradizionale rito della Pasquetta di Sant’Efisio, un appuntamento che non è solo una processione votiva, ma il cuore dei preparativi per la festa più attesa dell’isola.

Il momento più emozionante si è consumato sul sagrato della chiesa di Stampace. Al termine del solenne rientro dalla Cattedrale di Santa Maria, gli occhi di fedeli e turisti si sono posati sulla coppia di giovani buoi che, per la prima volta, avranno l’onore di trainare il simulacro del Martire Guerriero.

Seguendo un’usanza secolare, i nomi scelti dal proprietario per i giovenchi formano una frase di senso compiuto, un messaggio che unisce l’uomo alla divinità e alla propria terra. Per questa 370ª edizione, i due “debuttanti” sono stati battezzati: «Ti stimu» e «Po’ cantu bivu». Un epiteto che suona come una vera e propria dichiarazione d’amore e fedeltà al Santo, un augurio di buon auspicio che accompagnerà il cammino del cocchio lungo la strada verso Nora.

Dietro lo splendore della sfilata di maggio si cela un lavoro meticoloso che parte da lontano. L’Arciconfraternita del Gonfalone tesse le fila della festa già dal 19 marzo, giorno di San Giuseppe, con l’elezione del Terzo Guardiano, il supervisore dell’intero evento. La mattinata ha visto anche la partecipazione ufficiale dell’Alter Nos, Giovanni Porrà. Il rappresentante della municipalità, scelto dal Sindaco tra le fila del Comune, incarna il legame indissolubile tra l’amministrazione civile e il voto religioso che la città scioglie ininterrottamente dal 1656.

Con la benedizione del giogo e il ritorno del simulacro nel rione di Stampace, Cagliari entra ufficialmente nel clima della festa grande. La devozione che ha avvolto il corteo del Lunedì dell’Angelo è solo l’anticipazione del tripudio di colori, suoni e preghiere che, tra poche settimane, trasformerà le strade del capoluogo in un palcoscenico di fede senza tempo.

Exit mobile version