In queste ore, Piazza Yenne è diventata il palcoscenico di un’insolita “contesa” culturale. Di fronte alla celebre statua di Carlo Felice, proprio dove campeggia la nuova installazione promozionale di Ikea, l’Assemblea Natzionale Sarda (ANS) ha dato vita a un contro-allestimento creativo che non è passato inosservato. L’obiettivo? Ricordare che, prima dei mobili componibili, in quella piazza si è fatta la storia, e non sempre con il sorriso.
Mentre il colosso dell’arredamento invita i passanti verso la strada del nuovo punto vendita Ikea, l’ANS preferisce suggerire un nuovo orientamento al bronzo del sovrano sabaudo. Con un tocco di satira politica, l’associazione ha indicato simbolicamente al Re la via del mare.
«Abbiamo voluto cogliere l’occasione per ricordare a Ikea che la figura di Carlo Felice resta una delle più controverse della storia dell’isola», spiegano i portavoce dell’Assemblea Natzionale Sarda. «Per questo suggeriamo simbolicamente la direzione giusta per il sovrano: quella del porto». Il riferimento non è casuale, ma affonda le radici nel cuore della Sarda Rivolutzione. Era il 1794 quando, durante Sa Die de s’aciapa, il popolo cagliaritano costrinse la corte viceregia dei Savoia all’esilio forzato, imbarcandoli proprio verso quella linea d’orizzonte che oggi l’ANS torna a indicare.
«Dalla stessa piazza, a indicare idealmente quella direzione, c’è anche la figura di Giovanni Maria Angioy», proseguono dall’associazione. «Lui è il protagonista e il simbolo di quella stagione politica che mise in discussione il sistema feudale e il dominio sabaudo in Sardegna».
L’iniziativa si inserisce nel più ampio calendario di sensibilizzazione legato a Sa Die de sa Sardigna. Con questo “dialogo ironico”, l’ANS ribadisce l’importanza di non lasciare che le operazioni commerciali oscurino il valore identitario dei luoghi simbolo della città.
