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Quando il caffè era per pochi: la storia dei coniugi Murgia e della prima torrefazione in Sardegna

Oggi vi facciamo compiere un viaggio a ritroso nel tempo lungo 88 anni, tornando a quella Cagliari del 1938 dove il caffè non era ancora un’abitudine collettiva, ma un bene di lusso. In quegli anni di grandi cambiamenti, i coniugi Giuseppe e Carmela Murgia ebbero l’intuizione di aprire la prima torrefazione della città, sfidando un mercato dove la materia prima era rara e riservata esclusivamente a una ristretta élite.

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Prima dell’arrivo della famiglia Murgia, la mancanza di torrefattori locali rendeva il caffè un prodotto d’importazione difficile da reperire. Grazie però alla dedizione dei fondatori e a una meticolosa cura del cliente, la torrefazione di Cagliari, nel locale di via Manno, divenne rapidamente una tappa obbligatoria: chiunque transitasse in città non poteva mancare una visita alla bottega o in una delle rivendite del celebre “macinato fresco”. È proprio a questa passione costante che si deve la progressiva democratizzazione della bevanda, che da vizio per pochi è diventata un pilastro della quotidianità in tutto il territorio sardo.

Il successo de La Tazza d’oro non si è fermato alla tradizione, ma è stato alimentato da una continua spinta verso l’innovazione. Negli anni ’70, l’esigenza di una produzione più strutturata portò all’apertura dello stabilimento di Viale Elmas, equipaggiato con macchinari all’avanguardia per l’epoca. Questa evoluzione è culminata nel 2008 con il trasferimento nell’attuale sede di Macchiareddu, uno spazio ancora più ampio e tecnologico che permette all’azienda di guardare al futuro senza dimenticare le radici piantate dai coniugi Murgia ottantotto anni fa.

 

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