Non è solo una questione di spiagge erose, ma di un intero comparto economico che rischia di affondare sotto i colpi del maltempo. Il Poetto di Cagliari, simbolo della vita cittadina, si sveglia sommerso e ferito dopo giorni di tempesta. A documentare lo scenario spettrale è il meteorologo Matteo Tidili, le cui immagini mostrano zone del litorale dove il confine tra mare e strada è ormai svanito.
Il bilancio che emerge dalle prime ricognizioni è pesantissimo. Secondo la Fipe Confcommercio Sud Sardegna, la violenza delle mareggiate e del vento ha colpito duramente il settore dell’accoglienza. Lungo i chilometri di spiaggia che uniscono Cagliari e Quartu, si contano tra le 15 e le 20 attività gravemente compromesse.
Non si tratta solo di allagamenti ma anche di danni strutturali, con locali sventrati dalla forza dell’acqua, perdite materiali tra attrezzature professionali, arredi e scorte distrutte, nonché intere stagioni di lavoro cancellate in poche ore, con decine di famiglie che vedono il proprio futuro incerto.
Di fronte a un’emergenza di questa portata, le imprese non possono farcela da sole. Fipe Confcommercio chiede con forza il riconoscimento dello stato di calamità naturale. L’obiettivo è chiaro: sbloccare interventi rapidi, ristori concreti e procedure burocratiche snellite per consentire ai titolari di ricostruire prima che la stagione turistica sia definitivamente compromessa.
Il Poetto è solo la punta dell’iceberg di un quadro regionale critico. I sopralluoghi effettuati dai Sindaci e dalla Protezione Civile confermano che il Sud dell’isola è in emergenza. Mentre il monitoraggio della Protezione Civile prosegue, la politica locale è ora chiamata a dare risposte immediate. Balneari e ristoratori senza un sostegno pubblico, tra chioschi e ristoranti storici, potrebbero non riaprire i battenti.

