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Perché i sardi bevono tanta birra?

Boccali di birra

Boccali di birra

Perché i sardi bevono tanta birra?

Secondo recenti indagini i sardi sono i più assidui consumatori di birra in Italia. A tutti sarà capitato almeno una volta di entrare in un bar di qualche paese dell’interno della Sardegna e, dopo qualche chiacchiera, con gli avventori, di farsi “cumbidare”, cioè di vedersi offrire almeno una bevuta. Prassi in diverse zone dell’Isola, dove il consumo di birra e alcolici in genere è sempre molto elevato.

Perché i sardi bevono tanta birra è una domanda che, più che nascere da una curiosità statistica, sembra affacciarsi spontanea a chiunque abbia messo piede almeno una volta in un bar di un paese dell’interno della Sardegna, dove basta scambiare due parole con gli avventori perché scatti su cumbidu, cioè l’invito non scritto ma sacro a farsi offrire almeno una bevuta, pratica diffusa in diverse zone dell’Isola e perfettamente coerente con un consumo di birra e alcolici in genere che da queste parti è sempre stato molto elevato. Secondo recenti indagini, infatti, i sardi sono i più assidui consumatori di birra in Italia e l’isola detiene senza rivali il primato di litri di bionda scolati per abitante, con una media di oltre 60 litri litri all’anno per ogni sardo, bambini e anziani compresi, un dato che suona quasi ironico se confrontato con la media nazionale che non supera i 30 litri a testa e che rende la Sardegna una vera anomalia nel panorama italiano dei consumi di birra.

I numeri, certificati da Assobirra, raccontano di un’Italia che è il Paese europeo con la quota pro capite più bassa, pari a poco meno di 30 litri litri, contro una media europea che sfiora gli 80 litri e punte che superano i 100 in Repubblica Ceca, ma allo stesso tempo raccontano di una Sardegna che sembra vivere su un pianeta a parte, dove la birra ha trovato casa, pubblico e calendario favorevole. Assobirra individua tra le principali ragioni di questo successo una stagionalità più estesa, perché se nel resto d’Italia la birra per anni è stata considerata quasi esclusivamente una bevanda estiva, in Sardegna la bella stagione dura di più e le estati, lunghe, calde e secche, rendono la birra fresca e dissetante particolarmente adatta rispetto ad altre bevande più alcoliche. A questo si è aggiunto un cambiamento culturale tutt’altro che secondario, che ha visto i sardi iniziare a considerare la birra una vera bevanda da pasto prima del resto del Paese, apprezzandone gli abbinamenti con il pesce e inserendola stabilmente nella quotidianità alimentare, tanto che oggi la birra è la bevanda preferita delle cene fuori casa del sabato, con il 39% delle preferenze e punte del 48% tra i quarantenni, mentre il consumo coinvolge trasversalmente tutta la popolazione adulta, con sei donne su dieci che bevono birra e il 70% del consumo che avviene a tavola. Dietro i dati, però, c’è anche una componente culturale e identitaria profonda che rende il fenomeno ancora più interessante e, in fondo, anche un po’ divertente: a differenza di altre regioni italiane dove il vino domina la tradizione quotidiana, in Sardegna la birra si è affermata come bevanda popolare, conviviale, legata alle feste di paese, alle sagre, alle serate in piazza e ai ritrovi tra amici, percepita come accessibile, meno formale e più adatta a essere condivisa senza troppe cerimonie, esattamente come accade quando qualcuno decide di cumbidare il giro. Un peso rilevante lo ha avuto anche la presenza storica e simbolica del birrificio Ichnusa, nato ad Assemini nel 1912, che per generazioni non è stato soltanto un marchio ma un vero elemento identitario, radicato nell’immaginario collettivo come prodotto di casa e capace di rendere la birra una bevanda familiare, quotidiana e trasversale a tutte le fasce d’età adulte. Negli ultimi anni, poi, il quadro si è ulteriormente arricchito con il fenomeno della birra artigianale, grazie a numerosi microbirrifici sardi che hanno valorizzato ingredienti locali come il mirto, il miele, il grano duro e le erbe spontanee, rafforzando il consumo e l’interesse culturale attorno alla birra, che in Sardegna non è più soltanto un’abitudine ma anche un modo per sostenere produzioni locali e sperimentare nuove identità gastronomiche. Infine, c’è anche un fattore pratico ed economico che non guasta mai, perché la birra è spesso più economica, più facilmente reperibile e più versatile rispetto al vino, soprattutto nei contesti informali come bar, chioschi, spiagge e locali all’aperto, elementi che, messi insieme a clima, cultura, numeri record e tradizioni di convivialità, hanno contribuito a trasformare la Sardegna nella regina della birra e a fare della bionda un tratto distintivo, quasi inevitabile, dello stile di vita isolano.

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