L’ombra lunga dell’operazione “Termine” continua a stendersi sulla rete del narcotraffico sardo. Alle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale di Cagliari hanno fatto scattare un nuovo blitz, portando all’esecuzione di 8 misure cautelari tra le province di Cagliari, Nuoro, Sassari e Pisa.
Il nuovo filone d’indagine colpisce l’area “grigia” dell’organizzazione: soggetti che, pur non essendo formalmente affiliati, agivano come braccio operativo per conto dei vertici dei clan smantellati lo scorso ottobre.
Il Gip ha accolto le risultanze investigative dei Carabinieri di Carbonia e della DDA, disponendo la custodia cautelare per otto dei nove indagati iniziali: in carcere un 52enne e un 55enne di Iglesias, e una 36enne di Carbonia; ai domiciliari due uomini di Girasole (49 e 32 anni), un 42enne di Oschiri e un 52enne di Iglesias; divieto di dimora per un 31enne albanese residente a Cascina (Pisa). Per un nono indagato, che ha ammesso le proprie responsabilità collaborando con gli inquirenti, il giudice non ha ritenuto necessarie misure restrittive.
L’inchiesta, condotta dal Nucleo Operativo di Carbonia tra il 2022 e il 2024, ha portato alla luce un’organizzazione complessa e transnazionale. Secondo gli inquirenti esistevano due distinte associazioni criminali sarde in stretto contatto con la criminalità albanese operativa in Toscana e Veneto.
Il sistema era oliato perfettamente: mentre la prima struttura gestiva lo smercio capillare di cocaina ed eroina nell’Isola, la seconda era formata da camionisti compiacenti. Erano loro a garantire il passaggio degli stupefacenti attraverso il mare, nascondendo i carichi nei tir diretti ai porti sardi.
L’operazione “Termine” non è solo una storia di droga. Il bilancio complessivo dell’attività è impressionante e restituisce l’immagine di un’organizzazione pronta a tutto:
- Droga, oltre 127 chili di cocaina, 7 di eroina e circa 54 chili tra hashish e marijuana.
- Armi, 47 pezzi sequestrati, inclusi ordigni e armi da guerra.
- Contanti, circa 380.000 euro in banconote di vario taglio.
Le indagini hanno inoltre permesso di fare luce su un inquietante episodio di cronaca: il sequestro di persona avvenuto a Sant’Anna Arresi il 3 aprile 2023, i cui organizzatori sarebbero stati individuati proprio grazie ai pedinamenti e alle intercettazioni dell’inchiesta antidroga.
Con l’intervento odierno, che si aggiunge alle 62 misure cautelari dello scorso ottobre, l’Arma dei Carabinieri e la DDA sferrano quello che potrebbe essere il colpo definitivo a uno dei canali di approvvigionamento più pericolosi del Mediterraneo.

