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Cagliari, Sant’Antonio: in via Manno oggi l’antico rito della benedizione degli animali

benedizione animali

Nel fermento commerciale di via Manno, tra le vetrine dello shopping e il viavai dei passanti, si rinnova un rito che profuma di storia e identità. La chiesa di Sant’Antonio Abate torna a essere il centro della devozione cittadina per le celebrazioni dedicate al “Santo del porcellino”, l’eremita centenario che la tradizione sarda venera come custode degli animali e signore del fuoco.

Dopo le prime messe del mattino, che hanno registrato il tutto esaurito sotto la luminosa cupola settecentesca, l’attesa cresce per il momento più caratteristico: la benedizione degli animali. Quest’anno il sagrato della chiesa e la vicina piazza San Sepolcro tornano a popolarsi di una varietà straordinaria di creature. Non solo i fedeli cani e gatti, ma anche cavalli, conigli, pappagalli e rettili domestici. Come sottolineano gli organizzatori dell’Arciconfraternita della Santissima Vergine d’Itria, sotto la protezione di Sant’Antonio non esiste discriminazione: ogni creatura è benvenuta per ricevere l’acqua benedetta e l’augurio di una vita in salute.

La figura di Sant’Antonio, vissuto ben 105 anni e fondatore del monachesimo, è avvolta da un’aura leggendaria che in Sardegna si fonde con il rito de Su Fogadoni. La tradizione racconta di un uomo che, con l’astuzia, trafugò il fuoco dall’inferno nascondendolo in un bastone di ferula per donarlo all’umanità. Nell’iconografia classica è sempre accompagnato da un maialino, simbolo del suo legame indissolubile con il mondo animale, che gli è valso l’appellativo popolare di su santu de su porcu.

La chiesa di via Manno non è soltanto un gioiello architettonico barocco che custodisce un prezioso organo ottocentesco. Le sue mura parlano di una secolare vocazione all’accoglienza: nata come cappella del primo ospedale di Cagliari, la struttura è oggi custodita dall’Arciconfraternita dell’Itria. Dalla fine dell’Ottocento, il sodalizio porta avanti l’eredità spirituale del Santo attraverso opere di carità e sostegno verso i più fragili, mantenendo viva una missione che va oltre il semplice rituale religioso.

Le celebrazioni proseguiranno fino alla messa solenne della sera, confermando come, anche in un 2026 sempre più frenetico, il legame tra l’uomo, il sacro e la natura resti un punto fermo del cuore di Cagliari.

Il culto di Sant’Antonio Abate non si limiterà al centro storico del capoluogo, ma coinvolgerà l’intera area metropolitana con i riti tipici della tradizione isolana, come i suggestivi falò (Su Fogadoni).

Monserrato: Sabato 17 la parrocchia del Redentore aprirà eccezionalmente i propri banchi per accogliere fedeli e amici a quattro zampe in una cerimonia corale.
Decimomannu: Il 16 e 17 gennaio la comunità si stringerà attorno al grande falò votivo, unendo alla preghiera il calore dei riti propiziatori e la benedizione degli animali.

 

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