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Via i sacchi di plastica dal Poetto, “Stop al disastro ecologico”: la petizione online


Foto di Valerio Piga

Carola Farci, cittadina e attivista cagliaritana, ha lanciato una petizione online indirizzata al Comune di Cagliari.

Dopo mesi dall’interessamento di provati cittadini, alcuni dei quali si sono rimboccati le maniche per limitare i danni, i sacchi di plastica posizionati sul bagnasciuga del Poetto decine di anni fa e che ora si stanno disfacendo con gravi conseguenze ambientali, sono ancora lì, senza che le istituzioni siano intervenute.

Per questo Carola Farci, cittadina e attivista cagliaritana, ha lanciato una petizione online indirizzata al Comune di Cagliari.

Ecco il testo:

«Nel Poetto di Cagliari, da ormai decenni, si combatte – spesso con esiti a dir poco infausti – l’erosione della spiaggia. A questo fine è stata inserita, sotto la battigia degli stabilimenti balneari di Lido e D’Aquila, una moltitudine di sacchi di plastica.

Sono passati vent’anni e le maree hanno portato in superficie i sacchi. Sacchi formati ciascuno da migliaia di fili di nylon, che ora si sono deteriorati e stanno finendo in mare. Moltissimi sono stati recuperati sul lungomare dai cittadini, anche a molti chilometri dal luogo d’origine, e numerosi sono stati trovati dai bagnanti a largo. Non sappiamo il numero preciso di quanti si siano riversati in acqua, ma si può calcolare si stia parlando, ottimisticamente, di qualche centinaia.

Un vero e proprio disastro ecologico che, da mesi e nonostante le varie denunce di attivisti e giornali, va avanti sotto gli occhi indifferenti di autorità politiche e gestori degli stabilimenti balneari.

Non c’è più tempo.

Non si possono aspettare le lungaggini della burocrazia.

Ogni giorno migliaia di quei fili finiscono in acqua, contribuendo all’avvelenamento del Pianeta. Bisogna agire subito.

Per questo chiediamo che, immediatamente – non tra qualche settimana, non tra qualche mese -, questi sacchi vengano eliminati e l’area bonificata.

Non vogliamo più essere complici di questo attentato al nostro mare».

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