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«Non dategli cibo», caso del cane sulla SS 195: il sindaco di Teulada rompe il silenzio dopo il linciaggio mediatico

cane vagante teulada

Una vicenda che ha infiammato i social, trasformandosi in breve tempo da mobilitazione animalista a un vero e proprio scontro istituzionale. Il sindaco di Teulada, Angelo Milia, interviene con fermezza per chiarire i contorni dell’ordinanza riguardante il cane randagio che da settimane staziona lungo la Statale 195, diventata oggetto di aspre critiche e di gravi insulti personali.

Il primo cittadino respinge con forza l’immagine di un’amministrazione indifferente. Il recupero dell’animale, descritto come estremamente diffidente, è stato tentato ripetutamente da una task force composta da ASL, Polizia Locale, Compagnia Barracellare, guardie zoofile e dagli esperti del Canile Dog Hotel di Assemini. «Se avessimo voluto “fregarcene”, non ci sarebbero stati sopralluoghi continui per settimane», spiega Milia, rivelando di aver tentato lui stesso, personalmente e senza proclami, di avvicinare l’animale.

Il punto più contestato dai “leoni da tastiera” riguarda il divieto di alimentare il cane sul ciglio della strada. Il Sindaco chiarisce la strategia tecnica dietro questa scelta, spesso interpretata erroneamente come una volontà di “far morire di fame” l’animale: lasciare cibo in prossimità di una statale pericolosa costringe il cane a restare in una zona a rischio investimento e inoltre, limitare le fonti di cibo serve a indurre l’animale a spostarsi verso aree più sicure, dove la cattura e il salvataggio possono avvenire senza pericoli per l’animale e per gli automobilisti. La SS 195 è un tratto stradale oggettivamente critico; la presenza costante di un cane vagante rappresenta un pericolo per la sicurezza pubblica.

Ciò che più amareggia l’amministrazione è la deriva violenta assunta dal dibattito online. Milia cita commenti agghiaccianti, tra cui minacce di “bastonate in piazza”, denunciando un clima di odio che ha superato i limiti del confronto civile. «Le istituzioni si possono contestare, ma non si possono disumanizzare», afferma Milia. «Chi amministra ha il dovere di prendere decisioni anche impopolari per tutelare la vita, sia degli animali che delle persone».

Il messaggio del Sindaco si chiude con un attacco diretto ai “risolutori da divano”: ignorare il problema per evitare polemiche social sarebbe stata la strada più facile, ma la meno responsabile. L’obiettivo dell’Amministrazione resta unico: concludere con successo il recupero dell’animale e riportare la sicurezza su un tratto viario fondamentale, lontano dalle distorsioni della rete.

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