Viveva sotto un cavalcavia, in condizioni di estrema precarietà, rifiutando da tempo ogni proposta di assistenza. Oggi, però, per Giuseppe si apre una nuova fase: grazie a un intervento coordinato del Comune, ha accettato di lasciare il suo rifugio di fortuna e intraprendere un percorso verso una sistemazione dignitosa.
A raccontare l’operazione è stata l’assessora all’Igiene del suolo, Luisa Giua Marassi, che ha sottolineato il lavoro congiunto tra il suo assessorato e quello guidato da Anna Puddu, insieme ai servizi comunali e al Corpo di Polizia Locale.
«Ci sono tante storie di dolore in città», ha scritto Marassi, evidenziando come l’intervento sia stato possibile grazie a una collaborazione strutturata tra più soggetti. Giuseppe, descritto come una persona in grave situazione di fragilità, aveva trovato riparo sotto un cavalcavia, in un contesto definito «inumano», dove anche le operazioni di pulizia risultavano complesse.
Decisivo è stato il lavoro di mediazione portato avanti da operatori e volontari, che nel tempo sono riusciti a instaurare un rapporto di fiducia. «Oggi ha finalmente accettato il nostro aiuto», ha spiegato l’assessora, sottolineando come all’uomo sia stata offerta una collocazione più adeguata e rispettosa della sua dignità.
Parallelamente all’intervento sociale, gli operatori del servizio hanno provveduto alla bonifica dell’area, restituendo il sito al decoro urbano.
Sulla vicenda è intervenuto anche Fabrizio Marcello, già esponente del centrosinistra a Cagliari, che ha parlato di «un atto di umanità» oltre che di un’operazione di decoro, ringraziando quanti hanno contribuito a offrire a Giuseppe «una nuova opportunità di vita».
Un intervento che unisce assistenza sociale e cura dello spazio pubblico, e che rappresenta un segnale concreto dell’impegno delle istituzioni nella tutela delle persone più vulnerabili.

