In un Libano meridionale segnato dai persistenti scambi di fuoco, il contingente italiano della missione UNIFIL ha segnato un punto cruciale nella gestione dell’emergenza umanitaria. Lo scorso 13 marzo, i militari della Brigata Sassari hanno portato a termine una massiccia operazione di soccorso, consegnando oltre 13 tonnellate di beni di prima necessità alla popolazione civile di Tiro, stremata dal conflitto tra Israele e Hezbollah.
L’intervento si inserisce nel quadro dei costanti sforzi profusi dai Caschi Blu italiani per lenire le sofferenze degli sfollati interni, costretti ad abbandonare le proprie case a causa della recente escalation militare. Il carico, composto prevalentemente da alimenti confezionati, includeva anche forniture mediche essenziali, farmaci e kit per l’igiene personale, destinati a chi ha perso tutto sotto il peso delle esplosioni.
La cerimonia di consegna è avvenuta nel cuore di Tiro, dove il Generale di Brigata Andrea Fraticelli, comandante del Settore Ovest di UNIFIL e della missione italiana, ha affidato il materiale alle autorità locali. A ricevere il contributo sono stati Hassan Dbouk, presidente dell’Unione dei Comuni di Tiro, e Mhana Mortada, direttore della locale Unità di Gestione delle Emergenze. Sarà proprio questa struttura a gestire la distribuzione capillare tra le oltre 13.000 persone che attualmente affollano i centri di accoglienza della zona, fuggite dai villaggi situati a ridosso della Linea Blu.
L’operazione è il frutto di una sinergia tra istituzioni e solidarietà civile. Le risorse sono state stanziate dal Ministero della Difesa italiano, con il prezioso supporto della Fondazione Banco Farmaceutico e del Rotary Club Vignola Castelfranco Emilia Bazzano, a dimostrazione di un sistema-paese che risponde unito alle crisi internazionali.
La situazione sul campo resta drammatica: le stime delle autorità libanesi parlano di oltre mezzo milione di profughi a sud del fiume Litani dall’inizio di marzo. In questo scenario di estrema precarietà, la presenza e il sostegno della Brigata Sassari rappresentano non solo un aiuto materiale, ma un segnale di stabilità e vicinanza umana in una delle aree più calde dello scacchiere mediorientale. Fonte Unifil.

