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Truncu Reale: scoperte tre Domus de Janas con decorazioni mai viste prima. Apertura entro il 2026

necropoli truncu reale

Foto Soprintendenza Sassari e Nuoro

Il progresso tecnologico e il respiro millenario della storia si sono incontrati nell’area di Truncu Reale-Sant’Agostino, dove i lavori per un nuovo impianto fotovoltaico hanno riportato alla luce un tesoro inaspettato. Tre domus de janas monumentali sono emerse dai terreni di pertinenza del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, trasformando un cantiere moderno in uno dei siti archeologici più rilevanti degli ultimi anni.

Foto Soprintendenza Sassari e Nuoro

La scoperta, immediatamente posta sotto tutela dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Sassari e Nuoro, ha rivelato dettagli decorativi di straordinaria rarità. Tra le strutture spicca la “Tomba dei Portelli Decorati”, dove la cella principale custodisce ben cinque ingressi scolpiti con motivi ornamentali, alcuni dei quali mai censiti finora nel vasto patrimonio ipogeico sardo. Altrettanto affascinante è la cosiddetta “Tomba d’Oro”, ribattezzata così per la presenza di una stesura in ocra gialla ancora incredibilmente vivida che riveste le pareti, testimoniando la raffinatezza estetica e simbolica delle popolazioni che scavarono queste rocce millenni fa.

Foto Soprintendenza Sassari e Nuoro

Il sito è stato ufficialmente dichiarato di interesse culturale storico-artistico, dando il via a una complessa operazione di studio e recupero coordinata dalla Soprintendente Monica Stochino e dalla funzionaria archeologa Nadia Canu. Sul campo, un team multidisciplinare ha lavorato al coordinamento scientifico e alla direzione dei lavori, mentre le delicate fasi di restauro sono attualmente in corso sotto la supervisione degli esperti per preservare i pigmenti e le incisioni appena ritrovati.

Foto Soprintendenza Sassari e Nuoro

Il futuro di questo complesso ipogeico non resterà confinato agli addetti ai lavori. Sono infatti già state avviate le interlocuzioni tra la Soprintendenza, il Comune di Sassari e il Consorzio Industriale proprietario dell’area per definire un piano di valorizzazione congiunto. L’obiettivo è ambizioso ma concreto: completare le analisi e i restauri necessari per consentire una prima apertura ufficiale al pubblico entro il 2026, restituendo alla comunità un tassello fondamentale e sorprendente della propria identità storica.

 

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