L’Isola continua a fare i conti con una natura inclemente. La Protezione Civile regionale ha ufficialmente prorogato l’allerta meteo fino alla mezzanotte di mercoledì 29 gennaio 2026, confermando che la morsa di instabilità sulla Sardegna è tutt’altro che allentata. Il nuovo bollettino, entrato in vigore nel pomeriggio di oggi, disegna una mappa della vulnerabilità che attraversa l’intero territorio sardo, con una particolare concentrazione di rischi nelle zone centro-settentrionali.
Il livello di preoccupazione più elevato riguarda le aree di Montevecchio Pischinappiu, del Tirso e del Logudoro, dove è stato confermato il codice arancione per rischio idrogeologico. In queste zone, la saturazione del suolo dovuta alle piogge incessanti fa temere frane e smottamenti, mentre resta attiva l’allerta gialla per il rischio idraulico legato alla tenuta dei corsi d’acqua. Situazione di vigilanza ordinaria, identificata dal codice giallo, anche per l’Iglesiente, il Campidano, la Gallura e il bacino del Flumendosa Flumineddu, territori in cui amministrazioni e cittadini sono chiamati a monitorare costantemente l’evolversi dei fenomeni.
Il quadro meteorologico generale appare però ancora più complesso a causa di una vasta perturbazione di origine atlantica che sta investendo l’intero bacino del Mediterraneo. Mentre la Sardegna combatte con il rischio idrogeologico, il resto del Sud Italia si prepara a un violento peggioramento delle condizioni atmosferiche.

