Il caso sta dividendo l’opinione pubblica a Monserrato: da una parte le accuse dei volontari che parlano di “gesto spietato” in piena emergenza meteo, dall’altra la difesa dell’amministrazione che definisce l’operazione un atto di “sicurezza e decoro”.
Mentre la Sardegna si barrica per l’arrivo della tempesta Harry, a Monserrato esplode una dura battaglia politica e sociale che ha come protagonisti dodici gatti di una storica colonia felina situata fronte cimitero. Al centro della contesa, l’operazione di “bonifica” dell’area – destinata a diventare un polo commerciale e un parcheggio – che ha visto lo smantellamento dei vecchi ripari proprio alla vigilia della massima allerta meteo.
Il grido d’allarme corre sui social e tra i vicoli della città. I volontari che da anni accudiscono la colonia denunciano un’operazione condotta con “superficialità e menefreghismo”. “I gatti ora sono sotto l’acqua, senza più le loro cucce in piena allerta rossa”, scrivono gli attivisti, sottolineando come l’intervento potesse essere rimandato di soli due giorni per evitare agli animali il trauma del freddo e della pioggia battente senza protezione. L’accusa è pesante: aver privilegiato gli interessi commerciali di un futuro discount rispetto alla vita di creature indifese, impedendo persino ai tutor di avvicinarsi per portare cibo.
Non si è fatta attendere la replica del Sindaco Tomaso Locci, che ha difeso l’operato dell’amministrazione e dell’ufficio Benessere Animale coordinato dal Comandante Soru. Secondo il primo cittadino, l’intervento di sabato mattina era “non più rimandabile”. Locci sottolinea che l’area originaria versava in condizioni igieniche critiche ed era estremamente pericolosa per la vicinanza alla SS 554.
Il Comune rivendica un investimento di circa 8.000 euro per una nuova struttura in via Giulio Cesare con 10 casette nuove, punto acqua, recinzione e panchine, attraverso un’operazione vigilata dall’ASL Veterinaria e concordata con l’associazione Leida. Il Sindaco accusa parte dei volontari di non aver collaborato e di aver strumentalizzato la vicenda, precisando che al momento del blitz era presente un solo esemplare.
Il punto di rottura resta però il cronoprogramma. Se per il Comune il trasferimento è un atto di civiltà che toglie i gatti dalla strada, per chi li accudisce è stato un atto di forza eseguito nel momento peggiore possibile. “Chi ha permesso tutto questo sta al calduccio seguendo le raccomandazioni dell’allerta, mentre i gatti sono fradici”, attaccano i volontari.
Attualmente, la Polizia Locale e la ASL sono al lavoro per recuperare gli esemplari rimasti nell’area del cantiere e trasferirli nel nuovo recinto. Resta il clima di altissima tensione tra l’istituzione e quella parte di cittadinanza che chiede risposte all’assessore al Benessere Animale, Saverio De Roma, sul destino immediato dei felini durante queste ore di tempesta.

