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Nuoro celebra il genio di Salvatore Fancello con un evento tra arte, memoria e nuove scoperte

Salvatore Fancello e la locandina dell'evento

Salvatore Fancello e la locandina dell'evento

Nuoro celebra il genio di Salvatore Fancello con un evento tra arte, memoria e nuove scoperte.

Sabato 30 agosto, alle ore 18, lo Spazio Ilisso di Nuoro, in via Angelo Brofferio 23, ospiterà un appuntamento speciale dedicato alla figura di Salvatore Fancello, artista dorgalese scomparso prematuramente nel 1941 e oggi considerato una delle voci più originali e intense dell’arte sarda e italiana del Novecento.

Un’altra locandina dell’evento

L’iniziativa, organizzata da Teatro Botanico, porta il titolo “Dal ‘Disegno ininterrotto’ al mondo immaginario di un grande artista” e vedrà protagonista il regista e drammaturgo Bruno Venturi in una conversazione che intreccia la parabola umana e creativa del giovane maestro con le opere esposte in questi mesi nel museo nuorese. L’evento costituisce inoltre l’anteprima del progetto “Leggere il paesaggio”, un percorso di promozione della lettura che si apre all’arte come strumento di conoscenza e di interpretazione della realtà.

Nello stesso spazio museale che da maggio ospita la mostra “Il Paradiso Terrestre. Salvatore Fancello – Opere ritrovate”, Venturi guiderà il pubblico alla scoperta della straordinaria vicenda di Fancello, un artista capace, in un arco temporale brevissimo, di lasciare un’impronta indelebile nella storia dell’arte. Le quattro opere recentemente riemerse, custodite a lungo in collezioni private e rimaste lontane dagli occhi del pubblico per decenni, hanno trovato da maggio nuova vita nello Spazio Ilisso, arricchendo in maniera decisiva il percorso espositivo e permettendo di ricomporre un quadro più completo della sua poetica.

L’inaugurazione della mostra, avvenuta il 10 maggio grazie al sostegno della Fondazione di Sardegna, ha segnato un momento di grande rilievo: il pubblico ha potuto ammirare non soltanto opere già note, ma anche pezzi provenienti dalla raccolta dell’architetto Giancarlo Palanti, tra cui spicca il graffito “Il paradiso terrestre”, realizzato nel 1940, che rappresenta una delle testimonianze più alte del suo linguaggio artistico. Con l’inserimento di queste nuove acquisizioni, la collezione permanente dello Spazio Ilisso conta oggi trentasei opere, un nucleo significativo che consente di leggere con maggiore chiarezza la ricerca di Fancello, capace di unire in modo unico disegno e ceramica, fuori da ogni etichetta stilistica del tempo.

La locandina dell’evento

La figura di Fancello, apprezzata e sostenuta già in vita da grandi personalità come Gio Ponti, Lucio Fontana, Aligi Sassu e Agenore Fabbri, torna oggi con forza a interpellare il presente. Le opere ritrovate, insieme al racconto di Bruno Venturi, restituiscono non solo l’immagine di un talento puro, ma anche la voce di un giovane artista che seppe trasformare il gesto creativo in visione lirica, capace di superare i confini della sua epoca. La sua morte prematura durante la campagna d’Albania aveva interrotto un percorso appena iniziato, ma la potenza espressiva che si sprigiona dai suoi lavori continua ancora oggi a parlare con intensità e meraviglia.

L’appuntamento del 30 agosto rappresenta quindi un’occasione non solo per conoscere meglio l’opera e la storia di Salvatore Fancello, ma anche per riflettere sul valore della memoria e sull’importanza della rilettura dei paesaggi culturali, materiali e immateriali, che formano il tessuto identitario della Sardegna.

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