Pizze di qualità e non solo: ecco storia e segreti de ‘L’Oca Bianca’

Pizze di qualità e non solo: ecco storia e segreti de ‘L’Oca Bianca’

La qualità, prima di tutto. Potrebbe essere questo il motto de L’Oca Bianca, ristorante-pizzeria che, dopo undici anni di attività, è diventato un marchio importante all’interno del mondo enogastronomico cagliaritano. Un traguardo raggiunto mettendo sul piatto (è proprio il caso di dirlo) un’offerta culinaria di alto livello.

«Sì, è così, puntiamo moltissimo sulla bontà e sulla genuinità degli ingredienti delle nostre pietanze», spiega Pamela Solinas, che, dal novembre del 2006, possiede e gestisce il locale, sito in via Napoli, insieme al marito. “A costo di spendere tanti euro in più, abbiamo sempre cercato di dare il meglio ai nostri clienti».

Una scelta, sembra, ben ripagata…

«Beh, spesso e volentieri, i clienti escono dal locale soddisfatti. I nostri prezzi non sono modici ma chi viene qua sa di poter mangiare cibi di qualità».

Pizzeria o ristorante, cosa “va” di più?

«Direi che il rapporto, in percentuale, è 60 a 40. La nostra, comunque, è un’offerta triplice: oltre alle pizze, con il bordo sottile “alla romana,” e ai piatti della cucina italiana, serviamo pure pietanze etniche. Questa varietà ci permette di accontentare i palati di clienti dai gusti diversi».

Come nasce il nome “L’Oca Bianca”?

«Si chiamava così una trattoria di Conegliano Veneto che mio marito frequentava molto nel periodo in cui lavorava da quelle parti. Quel nome ci è piaciuto e l’abbiamo scelto quando, assolutamente digiuni di esperienza nel settore della ristorazione, abbiamo aperto il locale. D’altronde anche la nostra “Oca Bianca”, pur disponendo di ambienti eleganti, presenta tratti di informalità tipici delle trattorie».

Quali?
“Il servizio, che oltre ad essere di assoluta qualità, non è freddo ma quanto più possibile cordiale e familiare. A questo pensa benissimo il nostro personale, che si presenta sempre col sorriso e che, in questi anni, mi ha regalato tante gioie, professionali ed extraprofessionali”.

Un esempio delle seconde?

«Quattro cameriere che lavoravano da noi, grazie anche all’impiego da cameriere, hanno potuto pagarsi gli studi e conseguire la laurea: sono o non sono soddisfazioni?».

 

 

 

 

 

 

 

roberto sacchetti - programmatore wordpress