La Sardegna si interroga sul proprio futuro e lo fa partendo da chi, l’Isola, l’ha lasciata. Domani, martedì 17 marzo alle ore 10:30, la Fondazione di Sardegna a Cagliari (via S. Salvatore da Horta 2) ospiterà un appuntamento cruciale per le politiche demografiche e sociali della regione: la presentazione della ricerca “Ripensare il rientro: strategie per una Sardegna attrattiva”.
L’iniziativa, promossa dalla FAES (Federazione Associazioni di tutela degli Emigrati Sardi) con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e la collaborazione del CREI-Acli, si propone di andare oltre la semplice analisi statistica. L’obiettivo è ambizioso: trasformare i dati sull’emigrazione contemporanea in strumenti operativi e “policy” concrete capaci di invertire la rotta, incentivando i sardi residenti all’estero a scommettere nuovamente sulla propria terra d’origine.
Il fenomeno dello spopolamento e la fuga dei cervelli sono ferite aperte per il territorio sardo. L’incontro di domani vuole essere un laboratorio di idee dove istituzioni, enti di ricerca e società civile si incontrano per condividere buone pratiche e percorsi innovativi. Non si parlerà solo di assistenza, ma di sviluppo locale e opportunità economiche, elementi indispensabili per rendere i territori isolani competitivi e accoglienti agli occhi di chi ha maturato competenze fuori dai confini regionali.
I lavori si apriranno con i saluti istituzionali di Desiré Alma Manca, Assessora regionale del Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza sociale, a testimonianza dell’attenzione che la Giunta riserva al tema del rientro e della coesione sociale.
A seguire, una tavola rotonda di alto profilo analizzerà i risultati dello studio. Interverranno: Mauro Carta (Presidente CREI-Acli della Sardegna), Pierpaolo Cicalò (Presidente Istituto Fernando Santi), Marco Sechi (Assessorato regionale del Lavoro), Daniela Falconi (Presidente ANCI Sardegna), Stefano Renoldi (Centro Regionale di Programmazione).
Il dibattito metterà a fuoco le dinamiche attuali dei flussi migratori, cercando di individuare quali siano le reali leve (economiche, burocratiche e sociali) necessarie per rafforzare l’attrattività della Sardegna. Un momento di riflessione necessario per capire come trasformare la nostalgia in un progetto di vita concreto e produttivo.

