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Fondazione Pinuccio Sciola in azione a Seneghe: arte, comunità e futuro al centro della coprogettazione

 

Le idee di Pinuccio Sciola continuano a generare energia e visioni. Questa volta accade a Seneghe, dove la Fondazione dedicata all’artista di San Sperate sarà protagonista del secondo weekend delle Giornate di coprogettazione dei territori, in programma venerdì 20 e sabato 21 febbraio.

L’appuntamento rientra nel progetto di rigenerazione culturale e sociale promosso dal Comune del Montiferru e sostenuto dal Ministero della Cultura attraverso il PNRR – Bando Borghi, Linea B. Un’iniziativa che punta dritto al futuro: offrire a studenti universitari un laboratorio concreto dove cultura, creatività e sviluppo locale si intrecciano in esperienze reali.

Non teoria, ma pratica. Non solo idee, ma confronto diretto con il territorio. Seneghe diventa così un cantiere aperto nel cuore del Montiferru, uno spazio dove la progettazione si costruisce insieme, passo dopo passo.

Dalle Pietre sonore alla visione internazionale

Oggi, venerdì 20 febbraio alle 15, all’European Youth Center (ex ufficio del giudice di pace) in via Po 1, il vicepresidente Tomaso Sciola e il responsabile dei progetti musicali Andrea Granitzio incontreranno i partecipanti per raccontare il percorso avviato dalla Fondazione dopo la scomparsa dell’artista.

Al centro dell’intervento, l’esperienza del Paese Museo di San Sperate: un modello di trasformazione culturale che ha saputo coinvolgere la comunità nel tempo, facendo dell’arte uno strumento quotidiano di partecipazione e crescita sociale.

Il programma proseguirà con la proiezione di “Born of Stone”, il documentario del regista Emilio Bellu che ripercorre l’avventura umana e creativa di Sciola.

Poi spazio all’esperienza diretta: il suono delle Pietre sonore accompagnerà i partecipanti in un viaggio che unisce materia, musica e visione. Un racconto che parte dalla Sardegna e arriva nel mondo, seguendo il cammino internazionale delle intuizioni dell’artista.

“Sciola non ha scolpito solo pietre, ma relazioni”, ricorda il vicepresidente Tomaso Sciola. Ed è proprio questo lo spirito dell’incontro: creare connessioni, attivare energie, immaginare l’impresa culturale come un processo vivo e di lungo periodo, capace di generare comunità e futuro a partire dal territorio.

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