Un messaggio che unisce politica, identità e sentimento. Con un lungo post pubblicato a fine anno, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha voluto salutare il 2025 e dare il benvenuto al 2026 con un bilancio dell’attività di governo e con un augurio speciale in sardo.
La presidente ha ricordato innanzitutto il lavoro svolto dalla Giunta regionale, che ha chiuso l’anno con la seduta numero 106 dal suo insediamento, sottolineando un ritmo di lavoro costante: “Una seduta a settimana, non un dato simbolico, ma il segno di un lavoro continuo, quotidiano e trasparente”.
Nel suo intervento Todde ha toccato alcuni dei dossier più delicati che hanno segnato questi mesi. Dalla sanità pubblica, per la quale è stato avviato un percorso di ricostruzione e rafforzamento dei servizi, al diritto alla mobilità dei sardi, con l’impegno su trasporti e continuità territoriale per superare una visione legata solo alla residenza e includere famiglie e lavoratori.
Grande spazio è stato dedicato anche al futuro della Sardegna in Europa, con il progetto dell’Einstein Telescope indicato come simbolo di un’isola capace di competere sul piano della ricerca, dell’innovazione e dell’attrazione di investimenti. Sul fronte economico e sociale, la presidente ha rivendicato una programmazione seria dei fondi europei e del Fondo Sviluppo e Coesione, che si traduce in opere pubbliche diffuse, infrastrutture strategiche, interventi contro il rischio idrogeologico e un nuovo approccio alla gestione delle risorse.
Non sono mancati riferimenti alle grandi questioni identitarie e ambientali: dalla scelta netta sull’acqua pubblica, considerata un bene essenziale da mantenere sotto il controllo degli enti locali, alla battaglia per una transizione energetica giusta e rispettosa del territorio. Così come alla tutela del patrimonio culturale e al riconoscimento UNESCO delle Domus de Janas, indicato come un traguardo di valore storico per la Sardegna.
Tra i risultati più rilevanti degli ultimi giorni dell’anno, Todde ha citato anche la chiusura della vertenza entrate con lo Stato, che porterà alla Regione 1 miliardo e 370 milioni di euro, un accordo che – ha spiegato – inizia finalmente a riconoscere anche sul piano finanziario gli svantaggi strutturali dell’insularità.
Il messaggio si è poi fatto più umano e diretto, con il ringraziamento a chi lavora nelle istituzioni regionali e nei servizi pubblici, e a tutte le cittadine e i cittadini sardi, “per il confronto, la pazienza e anche per le critiche, che ci aiutano a migliorare”.
A chiudere il post, però, non sono stati i numeri o i provvedimenti, ma le parole della tradizione. La presidente ha voluto augurare buon anno alla Sardegna in sardo, con una poesia che invoca fortuna, luce e protezione divina:
“Pro tue fortuna,
ki onzi notte l’isplenda sa luna,
ki no appas mai dolore,
ki onzi die t’illuminade su sole…
custu est s’auguriu meu,
dae oe e finu a cannu kere Deu.”

