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Bari Sardo si trasforma in un centro d’arte e cultura contemporanea il 18,19 e 20 settembre

Tre giorni di arte, letteratura, musica, territorio trasformano un paese dell’Ogliastra in un centro d’arte e cultura contemporanea.

Nel cuore dell’Ogliastra, sulla costa orientale della Sardegna, nasce il festival Bari S’arte: venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre, il paese di Bari Sardo si trasformerà in un museo di arte e cultura contemporanea da cui far emergere e rafforzare, attraverso l’osservazione, il dialogo e la creazione, il nesso inscindibile che esiste tra la complessità dei paesaggi, la pluralità linguistica e culturale, e lo sviluppo della conoscenza in tutte le sue forme come elemento trainante dell’innovazione sociale e come valore improrogabile di una comunità aperta.

Pinuccio Sciola, Giulio Angioni, Lorenzo Pezzatini, Maria Grazia Oppo, Elisabetta Falqui, Monica Lugas, Gianni Caverni, Aroldo Marinai, Vincenzo Maria D’Ascanio, Andrea Orani, Davide Presciuttini, Claudio Piras Moreno, Massimo Inguscio, Andrea Colombu, Federico Cacciapaglia, Giovanna Rasario sono alcuni dei protagonisti della manifestazione.

Promossa dall’Associazione Bari S’arte in collaborazione con l’Unione dei Comuni d’Ogliastra e il Comune di Bari Sardo, l’iniziativa coinvolge prestigiose istituzioni sarde, nazionali e internazionali ed è stata pensata per trasformare Bari Sardo in un laboratorio di idee ed esperienze senza confini, che coinvolga gli abitanti e serva a creare connessioni tra la cultura sarda e il panorama culturale odierno. 

E la manifestazione non sarebbe possibile senza il sostegno dei cittadini e degli esercenti di Bari Sardo, che per la realizzazione dell’iniziativa hanno donato sia piccole che sostanziose offerte, dando vita a una sorta di crowdfunding ante litteram.

Nel corso dei tre giorni saranno proposte diverse attività attraverso un percorso che valorizzerà i luoghi storicamente e culturalmente più significativi del paese e le sue principali strutture pubbliche e private: una mostra itinerante e interattiva, dibattiti sui diversi temi del Festival con artisti, storici e scrittori, letture poetiche, interpretazioni teatrali, performance musicali.

La tre-giorni verrà aperta con l’inaugurazione del Centro Civico “Jorge Eielson e Michele Mulas” in piazza Repubblica (piazza del Mercato). L’artista e poeta di origine peruviana – amico di Maria Lai e noto per il suo stile materico e policromo dei “nodi” – ha passato a Bari Sardo (paese di origine del compagno Michele Mulas) gran parte delle sue estati, dando vita a una produzione affascinante di opere che trovano ora una collocazione permanente proprio insieme a quelle di Mulas.

Tanti gli incontri dalle prospettive più diverse per un confronto costruttivo sul ruolo che può avere la Sardegna nel Mediterraneo e nel mondo. Tra i nomi di spicco: Martha L. Canfield, Massimo Inguscio (fisico – Università degli Studi di Firenze, Presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, Torino), Antonio Melis (professore ordinario di Lingue e Letterature Ispano-americane e Civiltà Indigene d’America presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Siena), Luciano Boi (matematico, filosofo ed epistemologo – École des Hautes Études en Sciences Sociales, Parigi), Michele Castoldi (archeologo), Giuseppe Aresu (architetto).

Sabato 19 settembre alle 21 il padre delle “pietre sonore”, lo scultore sardo Pinuccio Sciola, offrirà alcune delle sue creazioni in basalto per il concerto del vibrafonista Pasquale Mirra (tra i migliori musicisti 2014 secondo la rivista Musica Jazz) che per questa occasione amplierà la propria tavolozza sonora in uno straordinario incontro in musica.

I bambini e i ragazzi del paese di Bari Sardo verranno coinvolti grazie ai laboratori “Musica e Gioco” a cura di Pasquale Mirra e Danilo Mineo, e “BalloFILOtondo” a cura di Lorenzo Pezzatini. Domenica 20 settembre verrà infine presentata la pittura murale “Sardinian Space Project” realizzata durante i tre giorni del festival dall’artista Federico Cacciapaglia.

 

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